Le avventure del Principe Amir – 1. Il Diaspro rosso

Roberto Borzellino

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Capitolo secondo

AMIR & AKHMED

Il piccolo Amir era cresciuto libero e spensierato fino all’età di quindi anni e i suoi genitori, Mohammed e Adeela, fino al triste epilogo della loro scomparsa, avevano fatto in modo che il loro primogenito non fosse troppo angustiato dal rigido protocollo di corte e ricevesse un’educazione quanto più consona al suo carattere gentile e socievole.

Amir era continuamente «affamato di cultura» tanto che, quando non era soddisfatto del precettore di turno assegnatogli dal padre, con un pretesto qualsiasi si allontanava dalla sua stanza e, di nascosto, si intrufolava nella biblioteca reale dove sapeva di poter soddisfare la sua sete di conoscenza.

La biblioteca reale, tra tutti i nascondigli segreti, era il suo posto preferito. Qui poteva leggere, in tutta tranquillità, i suoi amati libri, soprattutto quelli che parlavano di storia. La sua curiosità, il desiderio di conoscenza, gli davano un’energia incredibile e, attraverso quei libri antichi, si immedesimava con gli eroi del passato. Questo suo volare lontano con la fantasia, a volte, gli faceva perdere la cognizione del tempo e, qualche volta, arrivava in ritardo alla cena reale. Sua madre Adeela, molto più intransigente del marito in fatto di disciplina ed educazione, in queste occasioni era solita ripetere: «Caro marito… anche questa sera tuo figlio Amir è in ritardo!».

Spesso il re non era in grado neppure di replicare perché la consorte, immediatamente, riprendeva il suo tono accusatorio: «E» sempre la stessa storia… questo ragazzo non cambierà mai… ma è tutta colpa tua… sei troppo buono con Amir. Gli lasci fare sempre tutto quello che desidera e poi… vedi… questi sono i risultati. Non capisce che è una grave forma di mancanza di rispetto verso i suoi genitori? Come potrà mai governare un regno… la nostra amata isola… se non incomincia ad assumersi le sue responsabilità?».

«Nostro figlio… Adeela… nostro figlio… ricordati che non è solo mio figlio», la interruppe gentilmente il re. «Forse dimentichi che lui ha esattamente il tuo carattere… è come te da giovane… ma con l’avanzare dell’età cominci a non ricordare… mia splendida regina…».

Mohammed non finì di concludere la frase che un grande sorriso illuminò il rubicondo viso dell’amatissima moglie che scoppiò in una sonora e coinvolgente risata. Come al solito il re era riuscito, con una semplice ma efficace battuta, a calmare gli animi.

«Stai tranquilla mio splendore, vado a cercarlo personalmente, sono sicuro che lo troverò nascosto in uno dei suoi posti segreti…».

«Oh… bene… adesso mi abbandoni anche tu… questa cena sta diventando una tipica serata da famiglia di Astagatt», lo riprese Adeela, alzando lo sguardo verso il soffitto.

«Su amore mio… non essere arrabbiata!! Farò prestissimo. Prometto. Vedrai che, tra pochi minuti, io e tuo figlio Amir faremo ritorno da te e, tutti insieme, consumeremo questa splendida cena».

Mohammed si considerava un padre orgoglioso e premuroso. Quando gli impegni del reame glielo consentivano si fermava a parlare con Amir e, insieme, discutevano di tutto, di qualunque argomento.

Amir non era l’unico figlio della coppia reale. Infatti, il principe ereditario aveva un fratello minore, più piccolo di circa due anni, al quale avevano dato il nome di Akhmed, in onore del nonno materno che, alla veneranda età di 84 anni ancora governava, con piglio giovanile ma autoritario, la vicina isola di Cora.

Akhmed, fin dai primi vagiti, dimostrò di avere un carattere forte e determinato. Al momento dell’allattamento agitava vorticosamente le piccole manine e i piedini, in segno di ribellione e respingeva perentoriamente, con calci e pugni, tutte le nutrici che gli si avvicinavano. Desiderava bere il latte solo dal seno della madre, la regina Adeela, che amorevolmente si dedicava alle cure del figlioletto, coccolandolo dolcemente finché non lo vedeva addormentato con un sorriso di soddisfazione stampato sul suo viso già paffutello.

I due fratelli crebbero rapidamente ma con caratteri completamente diversi l’uno dall’altro. Così dolce, gentile e premuroso Amir, tanto più arrogante, chiuso ed introverso Akhmed.

Anche nell’aspetto i due principini erano moto diversi.

Il più grande dei fratelli era longilineo e già alto per quelli della sua stessa età. Aveva un bel visino sul quale spiccavano due bellissimi occhi azzurri e una tumultuosa capigliatura di splendidi ricci neri. Akhmed, invece, cresceva grassottello, con le lentiggini, il naso grosso e i capelli rossi. Inoltre, per distinguersi dal fratello più grande al quale non desiderava affatto assomigliare, si faceva appositamente tagliare i capelli cortissimi dal barbiere di corte, con vivo disappunto dei suoi genitori.

Solo un particolare fisico sembrava accumunare i due fratelli: il colore dei loro occhi che erano di un grigio-azzurro intenso, cosa che li distingueva da tutti gli altri bimbi dell’isola di Astagatt.

Akhmed, al contrario di Amir, non aveva nessuna passione per l’arte o la cultura in generale. La sua unica occupazione, durante l’infanzia e parte della sua giovinezza, era stata quella di giocare con i soldatini di piombo, ad altezza naturale, fatti realizzati dal sovrano, appositamente per lui, dai migliori artigiani dell’isola. Raramente si poteva notare Akhmed leggere qualche libro, se non quelli che parlavano di navi, di battaglie o di avventurose attraversate degli oceani. Il mare e la navigazione erano le uniche passioni che univano i due fratelli, ma per tutto il resto erano completamente agli antipodi, come l’acqua con il fuoco.

In diverse occasioni aveva apertamente manifestato la sua gelosia per il fratello maggiore, che detestava, a suo dire, anche per i suoi modi sempre troppo cortesi e gentili verso i sudditi del regno.

Per Akhmed, invece, bisognava mantenere le debite distanze dal popolo e governare con il metodo «del bastone e della carota».

A volte Akhmed, a causa del suo cattivo comportamento verso la servitù di corte, veniva punito dal re e confinato nella sua stanza. In quelle occasioni era solito ripetere a voce alta: «Un giorno tutto questo cambierà. Io sono un principe e nessuno può dirmi cosa devo fare e cosa devo dire. Prima o poi ucciderò quell’imbecille di mio fratello Amir e tutti dovranno temere la mia ira. Mi ricorderò di tutti quelli che oggi mi procurano dolore e, quando sarò sul trono di Astagatt, la mia vendetta sarà implacabile».

La regina Adeela, benché restasse colpita dal feroce odio provato dal figlio minore nei confronti del fratello, non ne stigmatizzava le parole. Anzi, accarezzandogli la testa rasata cercava, con pazienza e dolci parole, di riportarlo alla calma. Gli sussurrava che, un giorno non lontano sarebbe diventato il potente sultano dell’isola di Cora. Era quello il suo destino, già scritto nelle stelle, in qualità di unico discendente maschio designato a succedere a suo nonno Akhmed Al Kebir.

Amir, che amava il fratello più piccolo e gli perdonava tutte le provocazioni e gli scherzi stupidi che era costretto a subire, solo in un’occasione perse il suo proverbiale autocontrollo e si arrabbiò moltissimo con Akhmed. Questi gli rubò la preziosa e amatissima collezione di vecchi libri di storia e trascorse un’intera settimana prima che si decidesse a restituirla al fratello. Fu solo grazie all’intervento, duro e deciso, della regina Adeela, che la questione tra i fratelli fu risolta senza indugio.

Amir, alla consegna dei suoi preziosi libri di storia, riacquistò immediatamente la calma ed il sorriso. Porse amichevolmente la mano verso il fratello, in segno di pace, invitandolo a trascorrere con lui un’intera giornata in cui avrebbero solo pensato a giocare ai soldatini. Ma Akhmed rifiutò sdegnosamente l’offerta e fuggì, arrabbiatissimo, nella sua stanza, tra le lacrime, meditando eterna vendetta.

GLOSSARIO 2

Avverbio/ Наречие = avv.

Verbo / Глагол = v.

Modo di dire / фигура речи = m.d.

Aggettivo / прилагательное = agg.

Sostantivo = s. m.

(существительное мужского рода)

Sostantivo = s. f.

(существительное женского рода)

affamato di cultura (m.d.) = grande desiderio di cultura

одержим культурой, просвещением

precettore (s.m.) = maestro

дежурный наставник

intrufolarsi (v.) = entrare di nascosto

проникать

nascondiglio (s.m.) segreto (agg.) = luogo nascosto

секретное укрытие

immedesimarsi (v.) = identificarsi con qc.

отождествлять себя

perdere la cognizione del tempo (m.d.) =

perdere l’idea del tempo

потерять понятие о времени = потерять чувство времени

tono (s.m.) accusatorio (agg.) = atteggiamento usato da chi

accusa altri

обвинительный тон

assumersi la responsabilità (m.d.) = essere responsabile

delle proprie azioni

брать на себя ответственность

rubicondo (agg,) = viso colorito, in salute

румяный

efficace (agg.) battuta (s.f.) = frase che raggiunge il suo scopo

эффективная, действенная реплика

veneranda età (m.d.) = età molto avanzata

почтенный возраст

piglio giovanile (m.d.) = atteggiamento da persona giovane

юношеская хватка

dedicarsi alle cure di qc. (m.d.) = dare assistenza, aiutare

посвящать себя заботам о ком-либо

arrogante (agg.) = prepotente

высокомерный

longilineo (agg.) = fisico alto lungo e magro

долговязый

lentiggini (s.f.) = piccole macchie sul viso

веснушки

«bastone e carota» (m.d.) = alternare le maniere buone

a quelle cattive

палка и морковка = кнут и пряник

temere l’ira di qc. (m.d.) = avere paura della rabbia altrui

бояться чьего-либо гнева

stigmatizzare (v.) = disapprovare il comportamento

di qc. con fermezza

клеймить

discendente (s.m.) maschio (agg.) = figlio maschio

потомок мужского пола

senza indugio (m.d.) = senza perdere tempo

без церемоний, не теряя времени

porgere (v.) = dare qualcosa a qc. con cortesia

вежливо подавать, протягивать

Упражнение 7

Ответьте на следующие вопросы

(Rispondi alle seguenti domande)

1 — Come si chiama il padre di Amir?

____________________________________________

2 — Come si chiama la madre di Amir?

____________________________________________

3 — Quanti fratelli e sorelle ha Amir?

____________________________________________

4 — Come si chiama il fratello minore di Amir?

____________________________________________

5 — Come si chiama l’isola che dovrà governare Amir?

____________________________________________

6 — Come si chiama l’isola che dovrà governare

Akhmed?

____________________________________________

7 — Come si chiama il padre della regina Adeela?

____________________________________________

8 — Descrivi le caratteristiche fisiche di Amir.

____________________________________________

9 — Descrivi le caratteristiche fisiche di Akhmed.

____________________________________________

10 — Descrivi il carattere dei due fratelli, Amir e Akhmed.

Упражнение 8

Впишите определенный или неопределенный

артикль.

(Aggiungi gli articoli determinativi o indeterminativi)

___ mare e ___ navigazione erano ___ uniche passioni che univano ___ due fratelli, ma per tutto ___ resto erano completamente agli antipodi, come __’acqua con __ fuoco. In diverse occasioni Akhmed aveva apertamente manifestato ___ sua gelosia per ___ fratello maggiore, che detestava, a suo dire, anche per ___ suoi modi sempre troppo cortesi e gentili verso ___ sudditi del regno. Amir, che amava ___ fratello più piccolo e gli perdonava tutte ___ provocazioni e ___ scherzi stupidi che era costretto a subire, solo in un’occasione perse ___ suo proverbiale autocontrollo e si arrabbiò moltissimo con Akhmed.

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